Iva, Irpef e Irap: prescrizione quinquennale o decennale?

Sono state molte le pronunce delle Commissioni Tributarie e le opinioni espresse sul punto. Fondamentalmente, il problema si è presentato perché nel nostro ordinamento coesistono due disposizioni che, a seconda dell’interpretazione che se ne vuole ricavare, conducono a due risultati opposti rispetto all’argomento del quale stiamo trattando.
Se, difatti, da un lato abbiamo l’art. 2946 del codice civile (c.c.) che dispone che “i diritti si estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni”, dall’altro dobbiamo guardare all’art. 2958 n. 4 del c.c. che introduce uno speciale regime di prescrizione quinquennale per “tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi”.

Il perno della questione è, quindi, capire se IVA, IRPEF e IRAP possano rientrare tra le imposte “periodiche” e, dunque, se alle stesse sia applicabile la prescrizione quinquennale.
Legitalia ha difeso numerosi contribuenti dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma e Regionale del Lazio ottenendo esiti favorevoli per i Clienti con annullamento delle cartelle ricevute e pagamento delle spese legali.
Poiché la buona riuscita del ricorso dipende proprio dalla qualificazione della natura del debito, è bene affidarsi quanto prima a professionisti in materia. Ricordiamo, difatti, che c’è un termine di 60 giorni, dalla data in cui è stato notificato l’atto, per proporre l’impugnazione. Scaduto il detto termine, l’atto non sarà più direttamente impugnabile.
Sono già trascorsi i 60 giorni dal ricevimento della notifica? Non c’è da perdersi d’animo: il legislatore ha previsto rimedi adatti per regolarizzare tutte le situazioni debitorie e riconquistare la tranquillità.
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Avv. Violetta Clementi, Ph.D.